AB-205 M.E.P. Esercito Italiano - Riccardo Braccini
31/05/2010. Bolzano AB. Nella storia dell’ala rotante c’è un solo aeromobile che nel mondo è riconosciuto come lo stereotipo dell’elicottero:
l’AB-205, o UH-1 Huey che dir si voglia, che pur avendo più di 50 anni di storia è un elemento irrinunciabile per diverse forze aeree. Introdotto nell’Esercito negli anni 60, l’AB-205 è stato rimodernato per permetterne l’utilizzo con successo e sicurezza nei moderni teatri operativi. Con il fattivo impegno di Agusta e del Centro Sperimentale dell’Aviazione dell’Esercito, è stato appena introdotto in linea l’AB-205 M.E.P. (Mission Equipment Package) che verrà impiegato in Afghanistan già da inizio Giugno.
Facendo un walk around della macchina, in apparenza potrebbe somigliare ai suoi predecessori, in realtà le differenze sono molteplici: sul muso ed in coda sono stati installati dei sensori di allarme missilistico, è stata rimossa una antenna radio, precedentemente installata a lato del trancia-cavi, che è stata arretrata, tra l’altro migliorandone le prestazioni in quanto il cavo risulta essere più corto e quindi risuonare meglio per la gamma di frequenze utilizzata. Altre differenze evidenti sono il disturbatore infrarosso, posizionato sopra il cono di scarico del motore e lo scarico stesso, profondamente diverso da quelli installati normalmente sui 205. Il motore dell’ AB-205 ha una emissione di calore di tutto rispetto che produce una marcatura infrarossa facilmente utilizzabile da armamenti terra/aria ed aria/aria, ecco che per diminuire la possibilità di essere tracciati, è stato sostituito il cono posteriore per permettere l’entrata di aria fresca che si diluisce e miscela con il flusso in uscita dal motore e diminuisce la temperatura drasticamente. A completare l’allestimento S.I.A.P. (Sistema Integrato di Auto-Protezione) si notano sui lati i lanciatori di chaff e flares e sopra gli sportelli un rilevatore di minaccia laser.

Nuova suite di protezine per l'AB205 In atterraggio In virata

Il S.I.A.P. ha tre rilevatori (radar, missile, laser) i cui dati confluiscono su un unico processore che decide come reagire secondo la minaccia che si è presentata. Il sistema può funzionare in modalità automatica, semi-automatica o manuale.
In modalità automatica, in base allo stimolo esterno, il processore decide tra un set di programmi disponibili quale è il migliore per la situazione specifica e lancia le contromisure utilizzando i dispencers, il cui orientamento può essere ottimizzato per massimizzarne l’efficacia.. L’analisi della situazione comprende anche i parametri di volo come velocità ed inclinazione, così da scegliere il programma appropriato.
In modalità semi-automatica il sistema sceglie il programma più appropriato ma non lancia, sarà l’equipaggio a premere il pulsante di sgancio contromisure.
In modalità manuale, il processore elabora comunque i dati, che verranno presentati al pilota, ma sarà l’equipaggio a decidere se lanciare le contromisure con un programma preselezionato e non deciso dal sistema. Il S.I.A.P. è un sistema di protezione operativo da 3 anni, inizialmente montato su A-129, poi su CH-47, AB-212 e AB-412 ed in fine su AB-205, così da renderlo utilizzabile in teatro operativo. A completamento delle modifiche che si possono notare esteriormente è stata aggiunta l’antenna HF, già presente su una precedente versione chiamata AB-205 International. Naturalmente anche all’interno l’elicottero presenta molte novità: è stato implementato un nuovo sistema interfonico che porta la capacità di comunicare internamente fino a 10 persone. L’interfono può essere configurato per creare delle zone di lavoro internamente all’AB-205 così che alcuni membri dell’equipaggio abbiano la possibilità comunicare tra loro senza ricevere o recare disturbo agli altri membri dell’equipaggio. Si pensi ad un team medico che debba operare in condizioni difficili estreme sull’elicottero in movimento ed abbia la necessità di interagire tra loro senza interferire con i piloti. Con il nuovo sistema interfonico un passeggero può comunicare con un ente esterno in maniera indipendente. L’elicottero è stato equipaggiato anche con un radar doppler interfacciato al GPS e del radar altimetro, strumento essenziale per voli operativi in ambiente notturno ed in presenza di polvere e di cui sono sprovvisti gli AB-205 standard.
Sul pavimento dell’elicottero sono state applicate delle protezioni balistiche in fibra aramidica particolarmente leggere, applicate a mosaico per renderle compatibili con le diverse configurazioni che possono essere utilizzate sull’AB-205: fast rope, trasporto sanitario, uso del verricello, trasporto personale. E’ stata ricercata la massima protezione possibile, applicando le placche di protezione al di sotto delle pedaliere. E’ stata anche facilitata l’installazione e la rimozione di questi scudi protettivi, modificando le modalità di disinstallazione dei trasparenti inferiori che non sono più incollati alla struttura ma avvitati, velocizzando notevolmente l’operazione di rimozione e montaggio. Anche il sedile è stato sostituito, utilizzando quello già in uso sull’AB-412, sedile che comprende anche le blindature laterali scorrevoli. L’AB-205 M.E.P. è dotato di radio VHF/AM e FM, HF, e UHF/AM e FM. La radio prescelta per le comunicazioni è già utilizzata con successo sugli NH-90, la Selex SRT-651P, radio multi banda da 30 MHz a 400 MHz con possibilità di comunicazioni protette sulla gamma bassa e gamma alta e di cui gli equipaggi sono ampiamente soddisfatti viste le prestazioni e affidabilità. I più scettici potrebbero chiedersi il perché di un ammodernamento di un elicottero ormai datato, in realtà l’affidabilità del 205 è eccellente, le piantate motore praticamente sono minime per non dire inesistenti e il fatto che sia un monomotore ha dei vantaggi sul consumo specifico inferiore dei bimotori. Inoltre l’Aviazione dell’Esercito è impegnata contemporaneamente in 4 scenari operativi diversi, che devono essere alimentati con un turn over di uomini e mezzi continuo. Aver portato l’AB-205 allo standard tecnologico che lo abilita ad operare in teatro operativo, permetterà di usufruire di un buon numero di equipaggi, basti pensare che una percentuale elevatissima dei piloti e dei tecnici di bordo italiani è abilitato al 205. L’aggiornamento del 205 non ha comportato un costoso studio di fattibilità, perché l’esperienza accumulata per l’aggiornamento di AB-212 e AB-412 è bastata per poter affrontare con il know-how giusto l’installazione della suite. Con questa operazione di aggiornamento il bacino di alimentazione della missione in Afghanistan potrà quindi contare anche sugli equipaggi di Cagliari, Casarsa della Delizia, Bolzano, Torino. Al momento sono già stati aggiornati allo standard M.E.P. due esemplari di AB-205, altri quattro sono in fase di implementazione presso Viterbo e ulteriori quattro verranno convertiti a Bologna. Tutti e dieci gli esemplari convergeranno presso il 4° Reggimento “Altair” di Bolzano che continuerà a gestirli come propri elicotteri e prenderà in carico l’addestramento dei piloti assegnati a questa linea elicotteri.
La familiarizzazione degli equipaggi comporta 3 giorni di fase teorica, mentre la fase pratica è diluita in alcune missioni di volo che permettono di abituarsi alla nuova risposta dei comandi e nuovi assetti, leggermente cambiati per il peso aggiuntivo della suite di aggiornamento. Il 4° Reggimento “Altair” è la “parent unit” dell’AB-205 dell’Esercito Italiano avendolo in linea dalla fine del 1968. L’Altair, dopo vari assorbimenti e cessioni di unità viene fondato con questa denominazione il 20 Gennaio del 1976 ed è composto dal Comando di Reggimento, il 34°Gruppo Squadroni AVES “Toro” e dal 54° “CEFEO”. Proprio la sua ubicazione, ai piedi delle Dolomiti trentine, lo rende un reparto fondamentale per l’addestramento al volo in condizioni estreme, molto simili a quelle che possono essere trovate in teatri operativi come l’Afghanistan. Uomini e mezzi dell’Altair hanno partecipato con successo alle missioni italiane in Libano, Namibia, Kurdistan, Somalia, Bosnia Erzegovina e Kosovo e, come tutti i loro colleghi dell’Aviazione dell’Esercito, hanno riportato in patria il know how operativo necessario per lo sviluppo di nuove tecniche di impiego e nuove idee per aggiornamenti tecnici come quelli avvenuti per l’AB-205 M.E.P.

L'autore vuole ringraziare l'Esercito Italiano, il Comando AVES di Viterbo e tutto il personale che ha reso possibile questo servizio.





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