.:: Esercito Italiano - 26° Gruppo REOS - Riccardo Braccini ::.
2008/08/15. Viterbo AB. Negli ultimi anni la tendenza della stampa specializzata Italiana è quella di occuparsi maggiormente delle nuove
tecnologie e dei nuovi aeromobili che entrano in servizio presso le Forze Armate Italiane che dei veri e propri utilizzatori.
Probabilmente questa tendenza non è altro che il risultato dei troppi anni in cui l'Italia è rimasta indietro nei confronti dei paesi
alleati, arretrata come mezzi e arretrata nelle tattiche per utilizzarli, quest'ultime figlie di esigenze operative ormai sorpassate e
non pronte a fronteggiare i nuovi assetti mondiali, come le crisi militari nel Medio Oriente o la necessità di organizzare missioni di
PeaceKeeping o di salvataggio in territorio ostile.
E' giusto quindi parlare degli uomini che non solo hanno avuto la possibilità di ricevere i mezzi migliori, ma anche di studiare e
mettere in pratica tattiche ed assetti fino a quel momento ad uso esclusivo di qualche reparto di elite statunitense, arrivando
anche a migliorarle, il personale del R.E.O.S.
Il R.E.O.S. (Reparto Elicotteri Operazioni Speciali) è stato fondato nel Novembre del 2002 dal raggruppamento di tre squadroni:
• il 51° GR. SQD. “LEONE” del quale eredita personale ed infrastrutture,
• il 26° GR. SQD. “GIOVE” del quale eredita nome e tradizione di operativita’ con la Folgore
• il 39° GR. SQD. “DRAGO” il cui personale era già confluito nel 51° precedentemente
Il reparto, che può disporre di elicotteri AB-412 Grifone e di CH-47C direttamente prelevati dalle file del Reggimento Antares,
in base alle esigenze operative che si creano di volta in volta, è costituito da un Comando, 2 Squadroni di Volo, 1 Squadrone di
Sostegno ed 1 Plotone Comando e Servizi. Il REOS è attualmente impegnato nel teatro afghano, ove mantiene, con carattere di continuità,
un equipaggio di CH-47 per il supporto delle Forze Speciali, ma è anche stato impiegato, sia con la componente CH-47 che con quella
AB-412, in Iraq.
Con una tipologia di missioni molto vasta, il 26°Gr. REOS partecipa sempre più frequentemente ad esercitazioni interforze e
multinazionali in ambito N.A.T.O. oltre che ad incontri tra gruppi delle operazioni speciali dei paesi alleati, così da confrontarsi
su tecniche e metodi, trovare soluzioni ai problemi e capire l'approccio, a volte differente, degli altri reparti rispetto alla
risoluzione di una medesima missione.
Le missioni assegnate al 26° Gruppo sono quelle che prevedono l'infiltrazione e l'esfiltrazione di personale in aree considerate
ostili, elisbarchi, trasporti tattici, aviolanci, inserzioni con la tecnica del “fast rope”, missioni di ricerca e recupero, evacuazione
tattica e medica anche di connazionali civili in nazioni a rischio, il tutto in condizioni climatiche ed ambientali estreme, sia di
giorno che di notte. Tutte queste attività sono rese possibili anche dai reparti che usufruiscono del supporto del REOS,
primo tra tutti il 9° Reggimento "Col Moschin".
I MEZZI
L'AgustaWestland-Bell AB-412 è un elicottero da trasporto medio bimotore, con rotore quadripala, da cui il 4 della sigla, per
distinguerlo dall'AB-212 (con rotore bipala).
La versione militare è stata chiamata Grifone e può trasportare, secondo la configurazione adottata, fino ad un massimo di 14 soldati o
6 barelle con feriti. Le prese d'aria dispongono di speciali filtri antisabbia. Lame tagliacavi anteriori proteggono il rotore ed i
pattini dall'impatto contro cavi durante i voli a bassa quota. Su ogni fiancata può essere montata una mitragliatrice da 7,62mm.
equipaggiate con puntatori laser per incrementare l’immediatezza di puntamento e la precisione del tiro. Prossimamente due elicotteri
del Reparto verranno equipaggiati con una torretta elettro-ottica di osservazione di ultima generazione dotata di sensori FLIR, day
CCTV telemetro laser e sistema di videoregistrazione. Un sistema di trasmissione video permetterà di visualizzare le immagini in tempo
reale nella sala operativa del comando o in un veicolo delle Forze Speciali. Questa macchina è talmente versatile che stenta ad avere
un successore nell'immediato futuro.
Per i trasporti medi, in una fascia che va dalle 9 alle 12 tonnellate, è usato il CH-47C Chinook. È caratterizzato principalmente da una
configurazione a 2 rotori: uno sopra la cabina di pilotaggio, il secondo nella sezione di coda e non nella consueta configurazione
rotore principale e rotore anti-coppia. Oltre che per il trasporto truppe, il REOS utilizza questo elicottero per il trasporto di vari
mezzi da sbarco, sia marino che terrestre.
In particolare è stato sperimentato l'utilizzo di gommoni che possono essere sbarcati ed imbarcati con il Chinook in hovering e con
la rampa aperta a pelo d'acqua, oppure l'utilizzo di mezzi terrestri inconsueti per reparti militari, come i Quad Polaris e moto da
enduro Yamaha che vengono utilizzati per acquisire velocità negli spostamenti terrestri in un eventuale infiltrazione in territorio
ostile.
Il CH-47C risulta essere una macchina formidabile per le "Special Operations" in termini di capacità di carico (praticamente doppia
rispetto all’EH-101), eccellenti prestazioni in alta quota e temperature elevate e che permette di infiltrare, in un’unica soluzione,
un Distaccamento Operativo di Forse Speciali motorizzato su due Land Rover. Per estendere il raggio di azione proprio e di atri
elicotteri, eventualmente interessati alle operazioni, il REOS ha messo in opera un sistema di rifornimento aeromobile che impiega un
CH-47 caricato con fino a tre serbatoi flessibili da 2000 litri di carburante e gruppo pompe.
Il sistema consente, senza sbarcare i
serbatoi, di allestire rapidamente una zona di rifornimento liberando la zona, a rifornimenti effettuati, dopo meno di trenta primi
dall’atterraggio.
Come abbiamo accennato all'inizio, stiamo vivendo un periodo di cambiamento e, pur con molte limitazioni dovute alle sempre più esigue
risorse economiche per le nostre Forze Armate, l'Esercito sta esercitando uno sforzo economico non indifferente, sopratutto per
l'ammodernamento della linea volo. Sono passati solo pochi mesi ma nelle fila del 26° Gruppo sono già operativi i primi esemplari
dell' Agusta Westland NH-90 nella versione TTH (Tactical transport helicopter) che, pur essendo ancora nella configurazione IOC
(Initial operational capability), sono già "sotto esame" per iniziare a studiare i metodi di utilizzo adeguati al compimento delle
missioni del REOS riuscendo a sfruttare tutte le potenzialità tecnologiche che posso fare la differenza sul campo. In particolare,
l’NH-90 è il primo elicottero al mondo dotato di sistema “Fly by wire” per la trasmissione dei comando di volo, e dispone di un’ampia
panoplia di apparati radio per le comunicazioni protette e satellitari. Fra gli apparati di navigazione e pilotaggio spiccano i sistemi
di visione NVG e FLIR, integrati, con la simbologia di volo, nella visiera del casco, oltre al sistema di rilevamento ostacoli a bassa
quota Obstacle Warning System. Caratteristiche quali la velocità di crociera fino a 150 nodi ed un avanzatissimo autopilota in grado
eseguire, fra l’altro, l’avvicinamento in automatico su un punto preselezionato dal pilota , costituiscono strumenti ineguagliabili e
vantaggiosissimi per il supporto alle Operazioni Speciali.
Inoltre, è ormai in fase avanzata la negoziazione del contratto per l’ acquisto dei nuovi Boeing CH-47F, che nelle intenzioni dovranno
essere 16 esemplari, con i quali l'Esercito Italiano, e di conseguenza anche il REOS, acquisiranno tutta una serie di vantaggi
tecnologici che applicati al REOS significherà incrementarne notevolmente le capacità operative, assicurando la riuscita delle
missioni in un quadro di maggior sicurezza in condizioni estreme.
Pur nella constatazione che al momento il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d' America non ha ancora autorizzato l'esportazione
dei kit per il rifornimento in volo, l’autonomia necessaria ad assolvere al compito in alcuni profili di missione sarà garantita
dall’impiego dei serbatoi ausiliari “Robertson”.
La carriera che intraprende un pilota di elicotteri nell'Esercito Italiano non è fine a se stessa, non è solo un punto di
partenza nè tanto meno un punto di arrivo, è un percorso che intraprende un Ufficiale che può, ad esempio, inizialmente essere
inquadrato in un battaglione di paracadutisti e dopo anni di duro studio essere il pilota di un CH47 che porta un gruppo di
paracadutisti a lanciarsi in territorio ostile, oppure un carrista che successivamente si trova a cacciare i carri con un
A-129 Mangusta. Questa estrema elasticità fa si che il pilota sappia esattamente quali sono le aspettative degli uomini che
sta trasportando o quali siano i punti deboli dell'avversario. La notevole situation awarness che si crea grazie a questa
interoperabilità degli uomini, fa si che i piloti dell'Esercito Italiano e quindi anche della sua elite, rappresentata dal
REOS, siano molto apprezzati in ambito internazionale.
Desideriamo ringraziare tutti gli uomini del 26°Gruppo REOS,1°RGT Antares e del 66° RGT Aeromobile per il supporto accordatoci. Un particolare ringraziamento al Col. Caruso e al Gen. Stefanini per l'insostituibile aiuto.