.:: SPRING FLAG 2007 - Exercise in progress - Roberto Petagna ::.
2007/05/16-17. Decimomannu AB. Terminati i voli di ambientamento del Lunedi e del Martedi, oramai l'esercitazione entra nel vivo delle operazioni aeree schedulate.
Lo scenario geopolitico sul quale verte la Spring Flag di quest'anno vede tre Nazioni del Mediterraneo aventi popolazioni appartenenti a tre etnie differenti:
ZARALAND, NURAGHIA ed ETNALAND. Un escalation dei rapporti fra i tre Stati ha portato l'ONU a rischierare una base avanzata (DOB) in Nuraghia per
poter stabilizzare l'area contesa dai due Stati Zaraland ed Etnaland.
Le missioni sono quindi preparate in funzione di questo scenario.
La prima settimana vede un'intensa attivita' aerea con una missione la mattina e una nel pomeriggio.
La seconda settimana invece, fino a Mercoledi e' volata una missione il pomeriggio e una la notte.
L'impegno e' notevole, anche perche' la ricerca del realismo, il rispetto delle varie regole e il desiderio di centrare tutti
gli obiettivi posti dall'esercitazione influiscono sui ritmi seguiti.
Le attivitą non sono solo in cielo e interessano aerei da combattimento.
L'Italia utilizza la Spring Flag per addestrare il personale nell'attivita' di evacuazione sanitaria in caso di paziente altamente contaggioso.
Il nostro Paese e' tra i pochi in Europa ad avere una struttura militare del tutto preparata per poter effettuare l'imbarco del paziente
su velivolo da trasporto, in apposita lettiga attrezzata ed isolata con personale altrettanto equipaggiato.
In collaborazione con la Croce Rossa e con gli organi di Stato preposti, l'Aeronautica Militare ha simulato l'intera procedura, con
movimentazione del paziente dal campo attrezzato, via ambulanza e poi imbarcato su velivolo C-130J, il tutto rispettando i stringenti
limiti di sicurezza sanitaria, sia per il paziente che per il personale impegnato, data la delicatezza della missione.
Il contesto geopolitico ha fatto si che venissero attuate anche missioni di evacuazione di civili e antiguerriglia, con l'impiego
dei corpi speciali dell'Esercito e dell'Aeronautica Militare, supportati da mezzi terrestri e da elicotteri HH-3F e aerei per
appoggio tattico sul teatro delle operazioni. Inutile sottolineare che lo scenario simulato e' del tutto attuale viste le frequenti
crisi internazionali.
Una squadra FAC (FORWARD AIR CONTROL), poteva guidare i cacciabombardieri da terra, con estrema precisione verso gli obiettivi sensibili per poter facilitare
le operazioni a terra delle truppe preposte alla liberazione dei civili.
Tornando alle attivita' aeree vogliamo mettere in evidenza la partecipazione per la prima volta di un contingente ungherese che ha
rischierato sulla base di Decimomannu quattro nuovi Saab JAS-39 Gripen. Per l'occasione abbiamo intervistato uno specialista ungherese.
"Partecipiamo all'esercitazione con quattro velivoli, di cui due biposto. Il nostro scopo e' quello di impiegare gli esemplari biposto
per far volare contemporaneamente due piloti ungheresi in piu' e ottimizzare il ritorno addestrativo. I primi voli saranno eseguiti con a bordo piloti
della forza aerea Svedese che ci stanno aiutando a familiarizzare con la nuova macchina. Nelle prime sessioni, loro siedono nei posti
posteriori."
I decolli e gli atterraggi delle COMAO sono numerosi, in quanto nel giro di 40-60 minuti si cerca di mandare in volo tutti gli aerei
partecipanti il cui numero alla fine e' di circa 50 unita' in volo contemporaneamente.
Questo ci da' l'opportunita' di approfondire l'aspetto della gestione del traffico aereo in un contesto cosi' complesso come questo.
Si inizia con dei mass briefing in cui la partecipazione dei controllori del traffico aereo di Decimomannu e' d'obbligo, insieme ai piloti
partecipanti. Particolare attenzione e' portata nel definire le procedure di uscita dall'ATZ di Decimo verso i Transit Corridors e le quote
da rispettare, ma soprattutto si cerca di curare la parte dei rientri, piu' delicata perche' i velivoli che rientreranno dalle missioni avranno
poco carburante e quindi una sequenza ben fatta dei rientri sarebbe auspicabile per evitare priorita' o emergenze per carburante.
Il rientro quasi contemporaneo di sei, dieci, venti aerei mette a dura prova la capacita' di gestione di Cagliari Avvicinamento e di Decimomannu Torre
che fra le tante cose, devono anche gestire questo traffico in accordo con quello sviluppato dal vicino aeroporto di Elmas che muove voli commerciali.
Nella finestra temporale dei decolli e degli arrivi, le operazioni a Elmas sono ritardate per evitare conflitti di traffico con le operazioni dell'esercitazione.
Ovviamente questo disagio si cerca di limitarlo il piu' possibile con un efficiente coordinamento fra i vari enti.
Facciamo qualche domanda al controllore di volo della base aerea di Cervia, Capitano Elia dell'Aeronautica Militare, che ci spiega la delicatezza del compito della
Torre di Decimomannu, in quanto deve tenere la "pista calda" come si dice in gergo, assicurando il rispetto delle sequenze previste secondo uno
schema orario ben preciso dettato dai ritmi dell'esercitazione.
Gli ingressi nell'ATZ della base avvengono a quote ben precise, con separazioni di 1000ft delle formazioni qualora ci fosse la presenza di piu' traffici in circuito.
Assistiamo agli arrivi da terra, il cielo della base si anima. Formazioni di caccia virano per il punto iniziale e sorvolano le piste, allo stesso
tempo un'altra formazione sta lasciando il "cancello d'ingresso" per l'iniziale, tutto questo mentre sotto si da' l'autorizzazione al decollo per
un'altra formazione di caccia.
Ci viene spiegato che e' compito della Torre assicurare le separazioni delle formazioni, magari applicando delle azioni di ritardo, oltre che a fissare
le quote di circuito. Tuttavia la Torre si preoccupa di separare le singole formazioni, mentre ogni velivolo poi si separa da se da quello che lo precede
in atterraggio. Solo in caso di situazione delicata che comprometta la sicurezza (per esempio pista occupata), la Torre puo' ordinare il go-around all'aereo in finale che dovra'
mettersi di nuovo in circuito e poi in finale.
Come per i decolli, anche i rientri durano circa un'ora e il lavoro svolto dai controllori di volo e' enorme. Ricordiamo pero' che la base di
Decimomannu, per sua caratteristica, ospita durante tutto l'anno forze aeree nazionali e straniere per cui una certa mole di traffico interessa
la base costantemente, ecco perche' i controllori di Deci (come spesso e' chiamata) gestiscono in maniera impeccabile il flusso generato dalla Spring Flag per tutte
le due settimane dell'esercitazione.
L'esercitazione Spring Flag di quest'anno ha consolidato quanto era stato introdotto nella scorsa edizione e cioe' un'unita' di gestione
delle relazioni con i media. Per capire meglio questo aspetto, parliamo con il Capitano Filippo Conti dell'Ufficio Pubblica Informazione (UPI)
dello Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare a Roma e con il Capitano Stefano Tiberi dello stesso ufficio ma con sede al 4°Stormo di Grosseto.
"L'Aeronautica Militare ha ritenuto importante istituire un'unita' di gestione dei media. Oramai la presenza dei giornalisti in teatro di crisi
e nella zona operazioni e' una costante che negli anni ha acquistato un'importanza fondamentale e come sappiamo il lavoro dei media e' ritenuto una componente strategica in tali contesti" ci riferisce il Capitano Tiberi.
Il team dell'UPI e' inserito nelle varie unita' delll'organigramma dell'esercitazione, al fine di poter assicurare la circolazione delle pubbliche
informazioni a favore dei media coprendo i vari livelli coinvolti. La pura gestione dei giornalisti e dei fotografi in aree delicate, come le linee di volo e i centri di
comando e controllo e' un lavoro molto importante che si intreccia con le esigenze di sicurezza e quelle operative con l'altrettanto importante necessita'
da parte dei media di testimoniare quanto sta accadendo.
"Quest'anno abbiamo il mandato di partecipare e seguire i vari eventi previsti all'interno dell'esercitazione, sia per un nostro ritorno addestrativo a tutti gli effetti, sia
per propagare l'informazione legata all'evento e portarla ai rappresentanti della stampa presenti" ci riferisce il Capitano Conti.
Come stampa siamo stati testimoni dell'enorme lavoro svolto dagli organi preposti schierati dall'Aeronautica Militare e ci sentiamo di ringraziare ogni responsabile e collaboratore
per averci permesso di essere testimoni a questa grande esercitazione aerea che speriamo possa avere dei ritorni addestrativi validi, possa mostrare i limiti organizzativi e logistici
delle nostre Forze Armate, dai quali imparare e migliorare sempre di piu' per essere pronte poi, a intervenire la' dove saranno chiamate ad operare in contesti reali.
.:: Credits ::.
L'autore vuole esprimere sincera gratitudine a tutto il personale dell'Aeronautica Militare Italiana, in particolare il Capitano Filippo Conti e il Capitano Stefano Tiberi per la preziosa
collaborazione, disponibilita' e cortesia offerta durante tutta la nostra permanenza in base.