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19/05/2006, Decimomannu. Tra le varie decine di aeromobili presenti alla Spring Flag 2006, tutti in rigorosa livrea mimetica grigia a parte gli F-15I israeliani, c'era un elegante Falcon 20 inglese in una bella tonalita' blu scuro, che a prima vista si pensava avesse portato i soliti vip. Essendo parcheggiato a fianco degli Eagles con la Stella di David, quindi in zona off limits, non destava molta curiosita', sembrava innocuo, d'altra parte anche i codici erano civili e non avendolo mai visto prima non sapevamo il motivo della sua presenza. Ma non era cosi', infatti dopo un paio di giorni, accompagnati da un ufficiale P.I. dell'Aeronautica Militare, abbiamo potuto osservare da vicino questo aereo misterioso e ci siamo subito resi conto che proprio innocuo non era.
Sotto le ali infatti c'erano quattro pod da guerra elettronica e poi antenne e antennine ovunque, sopra e sotto la fusoliera, inoltre a ripensarci, era sempre uno dei primi velivoli che vedevamo decollare e uno degli ultimi a rientrare. Il suo compito, come ci disse il nostro accompagnatore era quello di disturbare elettronicamente le trasmissioni sia a terra che in aria, durante le varie fasi dell'esercitazione. Due le missioni giornaliere che compiva, una al mattino e l'altra nel primo pomeriggio della durata media di due ore.
L'opportunita di volare sul Falcon e' nata dal nulla, all'improvviso, durante un normalissimo colloquio basato sulle caratteristiche dell'aereo,il suo modo di operare e se fossimo interessati a vedere "de visu" quale era il suo lavoro, offerta imperdibile per un appassionato di aeronautica. Subito si stila una lista di candidati al volo, una decina di persone in tutto, in seguito ridotte a due, in quanto in concomitanza al volo, previsto per il giorno dopo, era stata organizzata la partecipazione dei media a seguire l'evento di esfiltrazione ostaggi, operato dalle Forze Speciali, leggi Rangers, San Marco, Fucilieri dell'Aria, che si sarebbe svolta nel centro di Abbasanta. Visto che i giorni a disposizione per imbarcarsi sul Falcon erano sufficienti a soddisfare le richieste, la maggioranza dei media ha preferito seguire l'evento sopracitato.
SF06 - Falcon 20 G-FRAT - Watching by the window SF06 - Falcon 20 G-FRAT - ECM Pods SF06 - Falcon 20 G-FRAT - ECM System consolle

Arriva il gran giorno, salutati quelli che partivano per Abbasanta, rimanevamo padroni della linea volo di Decimo, in attesa che arrivasse il momento del nostro decollo. Tra scatti fotografici e riprese video, il tempo scorre, intanto il Falcon decolla per la sua missione mattutina con a bordo il primo ospite, un fotografo toscano. Circa due ore dopo, eccolo in atterraggio, ritorno al parcheggio, rifornimento e controlli post volo, pronto per la missione pomeridiana, la nostra.
All'ora stabilita eravamo nell'ufficio della cellula inglese, un po impazienti e nello stesso tempo con quel filo di apprensione che ti coglie quando non sai bene quello che ti aspetta, ma forte delle precedenti esperienze di volo acquisite, tutto sommato fiduciosi. Dopo un breve briefing durante il quale abbiamo fatto la conoscenza dell'equipaggio, due piloti ed un addetto ai sistemi elettronici di bordo, ci siamo diretti verso il Falcon in attesa sul piazzale,dove si stavano concludendo i classici controlli pre-volo.
La fusoliera del Falcon non e molto spaziosa, tra borse, equipaggiamenti vari, consolle dell'operatore e due seggiolini per eventuali osservatori, non rimane molto spazio per muoversi, pertanto per non essere d'intralcio durante gli ultimi controlli, ci sistemiamo su una panca a fianco del tecnico di bordo, ma poco prima della messa in moto, il comandante ci fa cenno di sederci in cabina, su uno strapuntino in mezzo ai due piloti, ottimo, l'avventura ha inizio, inoltre muniti di cuffie possiamo anche parlare con l'equipaggio nei momenti di calma e contemporaneamente seguire le varie comunicazioni che solcano l'etere.
Messa in moto, attesa dell'ok da parte della torre per il rullaggio, e poi su su lungo la bretella per arrivare alla piazzola di attesa, pronti ad entrare in pista,decolleremo per la 17L. Durante il rullaggio, il pilota con un sorrisetto sornione che non fa presagire niente di buono, ci porge un innocente sacchetto di carta, che quasi con sufficienza mettiamo in una tasca del giubbotto. "Il sacchetto per volare con un Falcon, esagerati", pensiamo quasi offesi nel nostro orgoglio di piloti saltuari, pero giustamente non si sa mai. Ancora nessun sospetto, anche se quando abbiamo interpellato il fotografo che ci ha preceduti, su come era andato il volo, non ci aveva risposto, aveva un'aria assente! Dal punto attesa, assistiamo al rientro di AMX, Tornado, AV8 della Marina, F-15I e al decollo di F-16 e MB-339CD, poi finalmente tocca a noi.
Al "clear to takeoff" dato dalla Torre, corrisponde un'immediata risposta del pilota che con un gesto deciso spinge in avanti le manette e il Falcon scatta come un purosangue. Dopo alcune centinaia di metri siamo in aria e ci facciamo tutta la pista a qualche decina di piedi, per poi con una virata in cabrata piuttosto "secca" prendere decisamente quota. Bella la manovra e sguardo casuale da parte del pilota,per vedere le nostre reazioni a questo primo assaggio di forza centrifuga.
Una volta livellati, viene innestato il pilota automatico e il co-pilota si gira verso di noi dicendo che "our job is finished". Un po di delusione da parte nostra, forse era meglio andare ad Abbasanta, c'era piu' azione, pazienza. Mentre il Falcon prosegue il suo volo tranquillamente, virando dove e quando doveva in maniera completamente autonoma, veniamo indottrinati sulle varie rappresentazioni dello schermo radar, i turning point, i simboli dei velivoli in aria in quel momento e dove stiamo andando, interessante. Raggiunta la zona di operazioni assegnataci,l'autopilot viene disinserito e si comincia a circuitare quasi con negligenza,ne approfittiamo cosi per fare qualche scatto e qualche ripresa video,pensando con nostalgia ai voli compiuti sui tanker, senz'altro meno monotoni. All'improvviso, mentre in cuffia le comunicazioni aumentano e noi sempre intenti ad osservare gli schermi e i vari strumenti, il mondo si rovescia e guardando l'HI (Horizontal Indicator) lo vediamo verticale, la telecamera aumenta il suo peso in maniera considerevole, in pratica ci troviamo a 30000 ft, impegnati in una virata a qualche "G". Non e' che l'inizio di una serie di manovre che per la prossima ora e mezza mettera' a dura prova la tentazione di far ricorso al famoso sacchetto.
Impossibile fare riprese, la forza centrifuga a cui veniamo sottoposti, le varie accelerazioni positive e negative ci fanno perdere il senso dell'orientamento, un momento il cielo e' nella sua posizione naturale, un attimo dopo e' in basso a destra, poi di nuovo a sinistra, gli strumenti girano impazziti, mentre le cifre nell'altimetro scorrono a velocita folle nelle due direzioni.
Onestamente da profani non comprendiamo il motivo di queste manovre violente, improvvise, anche perche' aerei "nemici" non se ne vedono, ma probabilmente l'equipaggio ha captato un pericolo imminente, non crediamo che si tratti di puro esibizionismo acrobatico. Chiedere informazioni in questi momenti e impossibile, dato che pilota e copilota sono impegnatissimi nelle manovre di scampo e seguire le tracce sullo schermo radar. L'unico conforto e un " all ready? " comunicato da Eric, il comandante, il quale ci avvisava una frazione di secondo in anticipo, prima di portare il Falcon a giaciture assurde. Grazie Eric.
Ma il bello doveva ancora venire, infatti durante una manovra di scampo per sfuggire alla caccia dei Mirage, come abbiamo saputo dopo, ci tuffiamo letteralmente dai 30000 piedi in una nuvolaglia, per uscire a livello del mare, volando poi per un bel tratto a bassissima quota e ad alta velocita' sopra le onde, prima di cabrare ad un elevato angolo di attacco e portarci nuovamente in quota. Un pensiero ci attraversa la mente, "speriamo che non faccia ...", nemmeno il tempo di finire la frase che ci troviamo a galleggiare in aria trattenuti dalle cinghie, mentre il Falcon affonda ancora in una vertiginosa picchiata.
Poi all'improvviso come e' cominciato, tutto finisce e ci troviamo a volare tranquillamente, come dei normali turisti. Il pollice alzato di Eric rivolto verso di noi e, motivo di soddisfazione, abbiamo superato egregiamente la prova e il sacchetto e ancora in tasca, nuovo.Con tutte quelle manovre evasive, avevamo perso la cognizione del tempo e la missione era terminata, eravamo in rotta di ritorno a Decimo.
Veniamo invitati a portarci in fusoliera e cosi ci accomodiamo a fianco dell'operatore di sistema, il quale finito il suo lavoro ha gia spento la consolle e si rilassa osservando il paesaggio sottostante.
SF06 - Falcon 20 G-FRAT - Cockpit SF06 - Falcon 20 G-FRAT - ECM Pods SF06 - Falcon 20 G-FRAT - Italian F-16 in formation

Stiamo riposizionando l'attrezzatura fotografica, quando un "look at your left" ci fa alzare lo sguardo, a pochi metri da noi stanno spuntando da sotto l'ala sinistra, i musi grigi di due F-16 del 37° Stormo, che si mettono in formazione subito al di la dell'oblo. Uno spettacolo inatteso, un altro regalo di Eric, emozionante. Poco dopo altri due F-16 si aggiungono ai compagni e tutti in formazione stretta sorvoliamo la campagna sarda diretti alla base.
Solo due giorni dopo, due dei velivoli che ci fanno da scorta subiranno un incidente di volo, fortunatamente senza conseguenze per i piloti. Il rientro a Decimo si conclude con un'apertura per l'atterraggio degna delle migliori Red Arrows,peccato non averla potuta filmare perche schiacciato sul pavimento della cabina dalla violenza della manovra, ma chi l'ha vista da terra ha detto che e stata "favolosa". Il rientro al parcheggio e' senza storia, a questo punto la nostra avventura e' terminata, ora abbiamo visto, o meglio provato, cosa vuol dire volare con un aereo attrezzato per le contromisure elettroniche, non necessariamente deve essere un Prowler, ma anche un velivolo dall'aspetto innocuo ed elegante, e pronto a riservarti delle sorprese. Ah, per la cronaca, dal combattimento aria aria siamo usciti indenni, parola di Eric, pero alla domanda "ma quanti G abbiamo incassato durante le manovre"?, nessuna risposta, solo uno sguardo che valeva piu' di un discorso, accompagnato dal sorrisetto che ormai abbiamo imparato a conoscere.

.:: Credits ::.
L'autore vuole ringraziare tutto il personale dell'Aeronautica Militare Italiana e l'equipaggio del Falcon FR Aviation G-FRAT per la cortese disponibilitą'.



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