.:: LIFE ONBOARD GARIBALDI - Riccardo Braccini / Nicola Melani ::.
Taranto - Fin dagli albori della storia dell’aviazione, la Marina Militare Italiana ha
avuto un ruolo fondamentale. Nel 1909 infatti, sul campo di volo di Centocelle,
Wilbur Wright consegno' il primo brevetto italiano al S.T.V. Mario Calderara e da
quei giorni pioneristici, la M.M.I. non ha piu' fatto a meno della componente
aerea. L’attuale simbolo della convivenza tra aviazione e marina e' l’ITS
Garibaldi. Il C 551 Giuseppe Garibaldi e' un incrociatore portaeromobili la cui
costruzione fu autorizzata con una legge apposita del 1975 ed i cui lavori
furono ultimati dieci anni piu' tardi. L’ITS Garibaldi ha le linee esterne
tipiche di una portaerei tradizionale e la sua costruzione e' scaturita dalla
necessita' della Marina Militare di poter disporre di una unita' di altura
antiaerea, antinave ed antisommergibile, con la possibilita' di far operare un
considerevole numero di velivoli idonei a raggiungere obiettivi anche molto
distanti dalla normale base operativa. L’equipaggio e' composto da circa 850
unita', delle quali circa 80 donne che sono state ultimamente inserite
nell’organico imbarcato. Il personale assegnato alla componente di volo e'
variabile ma mediamente si possono contare circa 120 uomini impiegati nei vari
ruoli, tra i quali la gestione movimentazione sul ponte di volo,
approvvigionamento ossigeno ed acqua, sicurezza hangar. Il Garibaldi ha ben 13
ponti ma quelli coinvolti nelle attivita' di volo sono il 5° livello, dove si
trova l’hangar, il 7° livello, che e' il ponte di volo vero e proprio ed il 10°
livello dove si trova la plancia/torre di controllo che sovraintende a tutte le
operazioni di movimentazione sul ponte di volo ed entro uno spazio aereo di 5nm
di raggio dalla nave. La figura dell’ Air Boss e' svolta da un ufficiale dei
reparti imbarcati ed il suo ruolo impone un grande coordinamento con il
personale sul ponte di volo, per questa ragione si tiene in costante
collegamento radio con l’ACRO (Aircraft Central Room Officer) che comanda
direttamente i movimenti dei mezzi sul ponte e con HCO (Hangar Control Officer)
responsabile non solo dell’hangar ma anche dei due grandi elevatori presenti a
prua e a poppa. Inoltre l’Air Boss può usufruire di varie telecamere che
riprendono non solo il ponte ma anche il braccio finale di avvicinamento per
l’appontaggio. Quando ci sono operazioni di volo l’attivita' viene costantemente
videoregistrata nel caso in cui nascesse qualche problematica e si dovesse
ricostruire l’accaduto. Diviso dal resto dell’ambiente, ma sempre al 10°
livello, si trova il C.O.C (Centrale Operativa di Combattimento) al quale
competono una serie di funzioni cardine:
- Il controllo e la gestione di tutti i traffici in avvicinamento o in
transito nello spazio aereo che circonda la nave e che ha funzioni molto
simili ad un ATC Approach. Normalmente il C.O.C. prende in carico il
traffico a 45 nm dalla nave istruendolo al tipo di avvicinamento da
effettuare, che varia secondo le condizioni meteo nel tratto di mare
interessato. L’avvicinamento può avvenire con circuito tipo Alpha in VFR
(condizioni di volo a vista), 3000 piedi verticali e 5 nm
orizzontali di visibilita', il Bravo per le condizioni VFR inferiori
oppure Charlie per condizioni IFR (condizioni di volo strumentali) con
ausilio del G.C.A. (Ground Control Approach) del tipo S.A.R. con
il solo controllo in Azimut. L’avvicinamento avviene sempre con il
medesimo circuito. Quando il pilota si trova al traverso della nave,
procede con una apertura militare a sinistra che gli permette di perdere
la quota necessaria, portare la velocita' a livelli utili per l’utilizzo di
flap e carrello nonché degli ugelli orientabili. Dopo che l’aereo ha
completato il “biscotto” si posiziona parallelamente alla nave e
all’altezza dello spot di atterraggio assegnato per poi impegnare il ponte
per ultimare la manovra' di appontaggio.
- Il controllo e la gestione tattica aeronavale, essendo dotato di
radar di scoperta aereonavale, di sonar e di capacita' di comunicazione
sicura Link 11, Link 16 e SATCOM con traffici di controllo aereo come
gli AWACS, con il COFA di Poggio Renatico, con i vari GCI (Ground
Control Intercept) dell’Aeronautica Militare e con le altre unita'
navali. Nel C.O.C. troviamo 10 consolle con cui vengono sfruttati i
vari radar di scoperta (incluso un tridimensionale). I dati vengono
raccolti su su 3 tavoli tattici del sistema di Comando e Controllo
dell’unita' dai quali si può decidere la risposta appropriata alla
minaccia che si presenta.
Come ausilio alla navigazione per far rintracciare la posizione del Garibaldi
agli aeromobili inbound, viene utilizzato un TACAN aeronautico che ultimamente
la Vitrociset ha aggiornato per permettere l’utilizzo della tecnologia GPS della
quale gli AV-8B sono gia' dotati. L’intero equipaggio del Garibaldi e'
periodicamente impegnato in esercitazioni interne molto complesse, atte a
simulare un attacco aereonavale contro l’unita', a cui ogni singolo membro
dell’equipaggio deve rispondere portando a termine il suo compito a bordo.
Capita, ad esempio, di dover simulare un incendio in un ponte inferiore a prua e
contemporaneamente arginare una falla a poppa, con la possibilita', sempre
simulata, di avere feriti a bordo e quindi reagire di conseguenza. Il Garibaldi
può imbarcare fino a 12 aeromobili ad ala fissa o rotante ma solitamente
viene il numero degli elicotteri e' decisamente ridotto in confronto agli AV-8B
presenti a bordo. La Marina Italiana utilizza l'AV-8B principalmente come
intercettore in missioni Aria-Aria, Combat Air Patrol e Quick Reaction Alert,
ad integrazione della difesa aerea della Formazione Navale, con un ruolo
secondario di attacco Anti-Nave (Naval Recce e Naval Strike) e Aria-Suolo in
missioni Armed Recce, Close Air Support ed Air-Interdiction. Al fine di
svolgere al meglio il suo compito principale, l'AV-8B può essere messo in
servizio dall'allarme come normalmente succede sugli aeroporti sede di reparti
della difesa aerea con un tempo di allerta per il decollo minimo. Durante
l’attivita' addestrativa imbarcata gli AV-8B possono svolgere missioni di
bombardamento simulato contro obiettivi navali o terrestri con rilascio di
munizionamento di precisione, come le Mk-82 da 250Kg e le Mk-83 da 500Kg,
potendo affinare le procedure di utilizzo dell'avanzato pod laser LITENING
II.Una delle lezioni imparate durante la prima guerra del golfo fu che
un'aeronautica moderna ha bisogno della capacita' di operare ventiquattro
ore al giorno anche in condizioni atmosferiche avverse pur mantenendo un
alto livello di precisione nell'individuare e colpire le varie minacce
terrestri. Proprio per mantenere i piu' alti standard possibili, gli AV -8B
della Marina Militare sono stati dotati del pod Northrop Grumman Litening II che
incorporano una video-fotocamera digitale per la ricognizione aerea, un
sensore FLIR (Forward-Looking InfraRed) ed un puntatore laser. Il pod,
integrato con l'avionica e con la capacita' NVG, fa si che l'AV -8B possa
svolgere missioni notturne di ricognizione e targeting anche dopo il
tramonto, contribuendo così a mantenere la continuita' delle operazioni aeree.
Inoltre gli Harrier II hanno la possibilita' di condurre missioni EFAC (Enhanced
Forward Air Controller, nda) durante le quali hanno potuto guidare altre
tipologie di caccia verso i bersagli illuminati con i propri pod. La componente
elicotteristica imbarcata del Garibaldi e' ancora composta soprattutto da SH-3D.
I Sea King vengono forniti dal 3°Gruppo Elicotteri (Catania) nella versione ASW
e dal 4° Gruppo Elicotteri (Grottaglie) nella versione di Elitrasporto,
Eliassalto, Operazioni Speciali. Ancora gli EH-101 non vengono impiegati nelle
normali uscite addestrative del Garibaldi, anche se il Gruppo Elicotteri di
Sarzana ha completato la transizione su questo nuovo e versatile mezzo in
dotazione alla Marina Militare. Nella routine di ogni giorno gli SH-3D presenti
a bordo assolvono l’importante compito S.A.R. nelle delicate fasi di decollo ed
atterraggio degli Harrier oppure in missioni MEDEVAC (Evacuazione Medica) o
lotta antisom. Attualmente gli occhi sono tutti puntati sulla Nuova Unita'
Maggiore Cavour, ma il Garibaldi continuera' per vari anni ancora ad assolvere
egregiamente i suoi compiti.