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Taranto - Fin dagli albori della storia dell’aviazione, la Marina Militare Italiana ha avuto un ruolo fondamentale. Nel 1909 infatti, sul campo di volo di Centocelle, Wilbur Wright consegno' il primo brevetto italiano al S.T.V. Mario Calderara e da quei giorni pioneristici, la M.M.I. non ha piu' fatto a meno della componente aerea. L’attuale simbolo della convivenza tra aviazione e marina e' l’ITS Garibaldi. Il C 551 Giuseppe Garibaldi e' un incrociatore portaeromobili la cui costruzione fu autorizzata con una legge apposita del 1975 ed i cui lavori furono ultimati dieci anni piu' tardi. L’ITS Garibaldi ha le linee esterne tipiche di una portaerei tradizionale e la sua costruzione e' scaturita dalla necessita' della Marina Militare di poter disporre di una unita' di altura antiaerea, antinave ed antisommergibile, con la possibilita' di far operare un considerevole numero di velivoli idonei a raggiungere obiettivi anche molto distanti dalla normale base operativa. L’equipaggio e' composto da circa 850 unita', delle quali circa 80 donne che sono state ultimamente inserite nell’organico imbarcato. Il personale assegnato alla componente di volo e' variabile ma mediamente si possono contare circa 120 uomini impiegati nei vari ruoli, tra i quali la gestione movimentazione sul ponte di volo, approvvigionamento ossigeno ed acqua, sicurezza hangar. Il Garibaldi ha ben 13 ponti ma quelli coinvolti nelle attivita' di volo sono il 5° livello, dove si trova l’hangar, il 7° livello, che e' il ponte di volo vero e proprio ed il 10° livello dove si trova la plancia/torre di controllo che sovraintende a tutte le operazioni di movimentazione sul ponte di volo ed entro uno spazio aereo di 5nm di raggio dalla nave. La figura dell’ Air Boss e' svolta da un ufficiale dei reparti imbarcati ed il suo ruolo impone un grande coordinamento con il personale sul ponte di volo, per questa ragione si tiene in costante collegamento radio con l’ACRO (Aircraft Central Room Officer) che comanda direttamente i movimenti dei mezzi sul ponte e con HCO (Hangar Control Officer) responsabile non solo dell’hangar ma anche dei due grandi elevatori presenti a prua e a poppa. Inoltre l’Air Boss può usufruire di varie telecamere che riprendono non solo il ponte ma anche il braccio finale di avvicinamento per l’appontaggio. Quando ci sono operazioni di volo l’attivita' viene costantemente videoregistrata nel caso in cui nascesse qualche problematica e si dovesse ricostruire l’accaduto. Diviso dal resto dell’ambiente, ma sempre al 10° livello, si trova il C.O.C (Centrale Operativa di Combattimento) al quale competono una serie di funzioni cardine:


- Il controllo e la gestione di tutti i traffici in avvicinamento o in transito nello spazio aereo che circonda la nave e che ha funzioni molto simili ad un ATC Approach. Normalmente il C.O.C. prende in carico il traffico a 45 nm dalla nave istruendolo al tipo di avvicinamento da effettuare, che varia secondo le condizioni meteo nel tratto di mare interessato. L’avvicinamento può avvenire con circuito tipo Alpha in VFR (condizioni di volo a vista), 3000 piedi verticali e 5 nm orizzontali di visibilita', il Bravo per le condizioni VFR inferiori oppure Charlie per condizioni IFR (condizioni di volo strumentali) con ausilio del G.C.A. (Ground Control Approach) del tipo S.A.R. con il solo controllo in Azimut. L’avvicinamento avviene sempre con il medesimo circuito. Quando il pilota si trova al traverso della nave, procede con una apertura militare a sinistra che gli permette di perdere la quota necessaria, portare la velocita' a livelli utili per l’utilizzo di flap e carrello nonché degli ugelli orientabili. Dopo che l’aereo ha completato il “biscotto” si posiziona parallelamente alla nave e all’altezza dello spot di atterraggio assegnato per poi impegnare il ponte per ultimare la manovra' di appontaggio.

- Il controllo e la gestione tattica aeronavale, essendo dotato di radar di scoperta aereonavale, di sonar e di capacita' di comunicazione sicura Link 11, Link 16 e SATCOM con traffici di controllo aereo come gli AWACS, con il COFA di Poggio Renatico, con i vari GCI (Ground Control Intercept) dell’Aeronautica Militare e con le altre unita' navali. Nel C.O.C. troviamo 10 consolle con cui vengono sfruttati i vari radar di scoperta (incluso un tridimensionale). I dati vengono raccolti su su 3 tavoli tattici del sistema di Comando e Controllo dell’unita' dai quali si può decidere la risposta appropriata alla minaccia che si presenta.

AV-8B Harrier II AV-8B Harrier II SH-3D Sea King SH-3D Sea King

Come ausilio alla navigazione per far rintracciare la posizione del Garibaldi agli aeromobili inbound, viene utilizzato un TACAN aeronautico che ultimamente la Vitrociset ha aggiornato per permettere l’utilizzo della tecnologia GPS della quale gli AV-8B sono gia' dotati. L’intero equipaggio del Garibaldi e' periodicamente impegnato in esercitazioni interne molto complesse, atte a simulare un attacco aereonavale contro l’unita', a cui ogni singolo membro dell’equipaggio deve rispondere portando a termine il suo compito a bordo. Capita, ad esempio, di dover simulare un incendio in un ponte inferiore a prua e contemporaneamente arginare una falla a poppa, con la possibilita', sempre simulata, di avere feriti a bordo e quindi reagire di conseguenza. Il Garibaldi può imbarcare fino a 12 aeromobili ad ala fissa o rotante ma solitamente viene il numero degli elicotteri e' decisamente ridotto in confronto agli AV-8B presenti a bordo. La Marina Italiana utilizza l'AV-8B principalmente come intercettore in missioni Aria-Aria, Combat Air Patrol e Quick Reaction Alert, ad integrazione della difesa aerea della Formazione Navale, con un ruolo secondario di attacco Anti-Nave (Naval Recce e Naval Strike) e Aria-Suolo in missioni Armed Recce, Close Air Support ed Air-Interdiction. Al fine di svolgere al meglio il suo compito principale, l'AV-8B può essere messo in servizio dall'allarme come normalmente succede sugli aeroporti sede di reparti della difesa aerea con un tempo di allerta per il decollo minimo. Durante l’attivita' addestrativa imbarcata gli AV-8B possono svolgere missioni di bombardamento simulato contro obiettivi navali o terrestri con rilascio di munizionamento di precisione, come le Mk-82 da 250Kg e le Mk-83 da 500Kg, potendo affinare le procedure di utilizzo dell'avanzato pod laser LITENING II.Una delle lezioni imparate durante la prima guerra del golfo fu che un'aeronautica moderna ha bisogno della capacita' di operare ventiquattro ore al giorno anche in condizioni atmosferiche avverse pur mantenendo un alto livello di precisione nell'individuare e colpire le varie minacce terrestri. Proprio per mantenere i piu' alti standard possibili, gli AV -8B della Marina Militare sono stati dotati del pod Northrop Grumman Litening II che incorporano una video-fotocamera digitale per la ricognizione aerea, un sensore FLIR (Forward-Looking InfraRed) ed un puntatore laser. Il pod, integrato con l'avionica e con la capacita' NVG, fa si che l'AV -8B possa svolgere missioni notturne di ricognizione e targeting anche dopo il tramonto, contribuendo così a mantenere la continuita' delle operazioni aeree. Inoltre gli Harrier II hanno la possibilita' di condurre missioni EFAC (Enhanced Forward Air Controller, nda) durante le quali hanno potuto guidare altre tipologie di caccia verso i bersagli illuminati con i propri pod. La componente elicotteristica imbarcata del Garibaldi e' ancora composta soprattutto da SH-3D. I Sea King vengono forniti dal 3°Gruppo Elicotteri (Catania) nella versione ASW e dal 4° Gruppo Elicotteri (Grottaglie) nella versione di Elitrasporto, Eliassalto, Operazioni Speciali. Ancora gli EH-101 non vengono impiegati nelle normali uscite addestrative del Garibaldi, anche se il Gruppo Elicotteri di Sarzana ha completato la transizione su questo nuovo e versatile mezzo in dotazione alla Marina Militare. Nella routine di ogni giorno gli SH-3D presenti a bordo assolvono l’importante compito S.A.R. nelle delicate fasi di decollo ed atterraggio degli Harrier oppure in missioni MEDEVAC (Evacuazione Medica) o lotta antisom. Attualmente gli occhi sono tutti puntati sulla Nuova Unita' Maggiore Cavour, ma il Garibaldi continuera' per vari anni ancora ad assolvere egregiamente i suoi compiti.



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