.:: Piacenza AB - La tana delle pantere - Andrea Mugni / Riccardo Braccini ::.
Piacenza AB - Nell'araldica militare mondiale è uso comune raffigurare i reparti di volo, e
non solo, con animali che possono rievocare le particolari doti dei mezzi
utilizzati e delle mansioni svolte. Mai accostamento fu più azzeccato per le
"Pantere Nere" del 155° Gruppo ETS basato sull'aeroporto di San Damiano,
Piacenza.
Il 50° Stormo, di cui il 155° Gruppo fa parte, può vantare di essere
uno dei pochi stormi della NATO, insieme ai colleghi tedeschi e americani, ad
occuparsi della soppressione dei radar nemici.
UN PO' DI STORIA
Il 50° Stormo d'Assalto fu costituito il 1 Giugno 1936 sull'aeroporto di
Ciampino Sud e successivamente venne inquadrato nella 5^ Brigata Aerea d'Assalto
composta anche dal 5° Stormo. Nel 1938 lo Stormo venne trasferito sull'aeroporto
di Treviso dal quale operava con aeromobili Ba.64, Ba.65, AP.41 e Ro.41.
Dall'Ottobre del 1939, quindi sin dagli inizi della Campagna d'Africa, lo Stormo
fu trasferito in Libia ed impegnato in missioni in missioni di protezione e
vigilanza ma soprattutto in interventi 'a tuffo' contro i corrazzati nemici.
Proprio in una di queste missioni perse la vita il Cap.Pil. Antonio Dell'Oro a
cui fu conferita la medaglia d'oro al valor militare e al quale è ancor oggi
intitolato il 50° Stormo. Con l'entrata in servizio del CR.32 lo Stormo aumentò
le sue capacità offensive, tanto da risultare determinante ai fini
dell'avanzamento dell truppe in terra libica. Nel corso della guerra lo Stormo
venne più volte sciolto e ricostituito mentre i suoi mezzi vennero di volta in
volta modernizzati passando ai velivoli G.50 e MC.202.
Dopo l'enevitabile
scioglimento a fine ostilità, il 50° Stormo si ricostituì il 20 Marzo 1967
sull'aeroporto di S.Damiano, Piacenza e alle sue dipendenze subentrò il 155°
Gruppo Caccia Bombardieri dotato di F-84. Nei sei anni successivi viene svolta
la difficile, ma esaltante, transizione all'F-104S Starfighter. Nel '73 lo
Stormo fu nuovamente messo in posizione "quadro" eil 155° Gruppo venne
trasferito ed assegnato al 51°Stormo di Istrana (Treviso). Nel 1988, dopo una
lunghissima assenza nell'organigramma dell'Aeronautica Militare, lo Stormo venne
riattivato ed equipaggiato con velivoli Tornado IDS provenienti dal 6° Stormo di
Ghedi. Nel 1991 il 50° fornì uomini e mezzi per il neo costituito Reparto di
Volo Autonomo basato sulla base di Al Dhafra (Arabia Saudita). Le risoluzioni
approvate contro l'Iraq dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a
seguito dell'invasione del Kuwait, e l'adesione dell'Italia al piano
d'intervento nell'area del Golfo, portano all'attuazione dell'Operazione
"Locusta", nell'ambito della quale viene costituito il Reparto Autonomo di Volo
dell'Aeronautica Militare. Esso ha svolto dapprima missioni di sorveglianza e
pattugliamento e poi, allo scadere dell'ultimatum, missioni di guerra contro
obiettivi in Iraq e Kuwait. Dal 17 gennaio al 27 febbraio velivoli e personale
dello Stormo furono impegnati nell'operazione "Desert Storm" per la liberazione
del Kuwait, a 46 anni di distanza dall'ultima operazione bellica. Nei 42 giorni
di guerra gli equipaggi del 155° gruppo volano 91 sortite contro obiettivi
militari in Kuwait ed in Iraq, distinguendosi per professionalità e
determinazione. In tale frangente il 50° Stormo si distinse, come attestano le
decorazioni concesse a due suoi ufficiali: il Ten.Col.Pil. Antonio Urbano ed il
Magg.Pil. Gianmarco Bellini. Successivamente i TORNADO IDS furono impegnati
nelle operazioni di guerra nei Balcani, partecipando alle operazioni Sharp Guard
(1993/1995), JOINT GUARDIAN, JOINT FORGE e DECISIVE ENDEAVOUR (1996/1999). Nel
1995 la specialità del reparto cambiò da C.B.O.C. (Caccia Bombardiere Ogni tempo
Convenzionale) ad E.T.S. Electronic Warfare Tactical Suppression (soppressione
tattica in ambiente di Guerra Elettronica). Nel 1998 fu consegnato allo Stormo
il primo TORNADO ECR. Era l'inizio del cammino che ha portato il 50° Stormo ad
essere uno dei pochi reparti NATO specializzato nella soppressione delle
sorgenti elettromagnetiche del nemico.
IL VELIVOLO
La versione ECR (Electronic Combat Reconnaissance) del Tornado, è una variante
della più famosa versione IDS (Interdiction-Strike), richiesta inizialmente
dalla German Air Force per integrare la sua linea volo ed acquisire la
capacità SEAD (Suppression of Enemy Air Defence). L'Aeronautica Militare
Italiana iniziò ad impiegarlo convertendo alcuni esemplari IDS, tutt'ora
riconoscibili per la presenza del cannoncino nella fusoliera. Solo nel 1995
l'AMI ricevette i primi esemplari espressamente costruiti per la specialità
ECR, fino a completare la fornitura nel 2002. Il Tornado ECR dispone di
un sistema di emissione -localizzazione della Texas Instruments alloggiato
al posto del cannone in fusoliera, un sistema di ricognizione a bassa-media
quota, di un sensore FLIR e di un sistema data-link digitale, nonché di pod
Elint e di disturbo. Il velivolo è anche equipaggiato per lanciare due missili
antiradiazioni a guida radar AGM -88 HARM.
LA PIANIFICAZIONE
La riuscita di una missione non dipende strettamente dalle capacità individuali
di pilotaggio ma dalle capacità collettive di pianificazione e successivamente
di coordinamento in volo. Abbiamo avuto la possibilità di assistere alla
pianificazione di una missione di training che prevedeva un bombardamento di un
obiettivo nel nord est dell'Italia. Nella sala briefing si respira solo aria di
professionalità: nessuna tensione, nessuna leggerezza, solo concentrazione e
consapevolezza dell'estrema importanza di studiare ogni singolo aspetto del volo
che da li a poco avrà luogo. Oggi la missione PANTE24 sarà composta da 3 Tornado
ECR sui quali sarà simulato l'armamento di 5 Mk82 ciascuno.
Ogni membro
dell'equipaggio ha la responsabilità di occuparsi dei singoli aspetti della
missione e di riportarli al resto degli piloti e navigatori. Inizialmente la
parola va al capoformazione che esplica in senso generico la rotta che verrà
seguita, le modalità con cui verrà svolto l'attacco, le procedure di rientro e,
carburante permettendo, una seconda fase addestrativa di volo in formazione nei
pressi dell'aeroporto. Di seguito gli altri componenti della missione spiegano
la situazione meteo che verrà incontrata durante il tragitto di andata e
ritorno, dei NOTAM (NOtice To AirMan) attivi sulle varie zone sorvolate, sulle
procedure di emergenza che si potrebbero verificare durante la missione. Per
concludere il capoformazione riprende la parola per spiegare il metro di
valutazione con cui verrà giudicata l'attività addestrativa: migliorare le
capacità di comunicazione tra i velivoli e gli atc, migliorare il time-to
-target, cioè la capacità di essere sul target nel momento esatto pianificato ed
in fine il corretto svolgimento della emergenza che simuleranno al ritorno. Il
training sulle emergenze è un aspetto molto curato dallo stormo: ogni settimana
viene decisa una tipologia di avaria da simulare e questa sarà la protagonista
delle fasi finali di ogni missione. Al termine del briefing gli equipaggi si
dirigono verso la SOR (la sala operazioni) dove vengono ragguagliati sugli
ultimissimi aggiornamente meteo, sulle matricole degli aerei usati e per avere
la conferma che la missione sia stata accettata dagli enti preposti ad accettare
i piani di volo. Ogni volta che è prevista una missione vengono preparati dai
tecnici i Tornado previsti più un aereo di riserva nel caso in cui al momento di
avviare i motori e i sistemi di bordo venga rilevato un malfunzionamento tale da
compromenttere la partecipazione di un equipaggio al volo. Una volta in possesso
di tutti gli incartamenti necessari per procedere alla missione i piloti e
navigatori si dirigono verso la sala vestizione nella quale indossano la tuta
anti-g, il corpetto salvagente nonchè il casco.
LA MISSIONE
Il 155° Gruppo ETS, attualmente non impegnato in alcuna missione
operativa, svolge un addestramento atto a mantenere la combat readyness dei
piloti. Per far ciò gli equipaggi organizzano missioni che possano coprire ogni
singolo aspetto che incontrerebbero in condizioni reali. Nello specifico possono
addestrarsi alla pianificazione di una missione che simuli la soppressione dei
radar nemici tramite l'uso del missile antiradiazioni AGM-88 Harm oppure di una
missione di strike convenzionale non tralasciando gli aspetti di contorno come
il rifornimento in volo, che può essere svolto sia tramite il coinvolgimento di
un tanker che direttamente da altri Tornado equipaggiati con il sistema di
rifornimento chiamato "Buddy-Buddy". Sempre più frequentemente il gruppo è
chiamato a partecipare ad esercitazioni di media e grande scala sia in
territorio nazionale sia in ambito NATO non tralasciando l'aspetto pratico dei
lanci "live" di munizionamento. In Italia il 155° si esercita periodicamente
presso il poligono di Salto di Quirra (Cagliari) al lancio di missili aria-aria
AIM-9L usati dal Tornado solo per autodifesa mentre i lanci dell'AGM-88 HARM
vengono svolti solo in territorio statunitense visto il background tecnico
necessario per gestire un poligono che simuli minacce elettromagnetiche.
LA MANUTENZIONE
Di fondamentale importanza è la cura con cui gli aerei vengono revisionati e
controllati non solo dopo ogni missione, ma periodicamente con check sistematici
sull'avionica e sulle parti meccaniche. All'interno del 50° Stormo questo
delicatissimo compito è svolto dal Centro Manutenzione. L'attività del gruppo va
dalla semplice assistenza per problemi minori fino alla revisione di classe D,
nella quale un Tornado viene smontato pezzo per pezzo per poi essere controllato
e rimontato, un lavoro duro e meticoloso che può durare diversi mesi. Il C.M.
segue lo Stormo in ogni suo spostamento tramite l'appoggio logisto della 46^
Brigata Aerea con i C-130J Hercules II per le tratte medio-brevi oppure tramite
i B-707T/T del 14° Stormo di Pratica di Mare.
Come abbiamo visto solo un gruppo di persone unite per raggiungere lo stesso
scopo riescono nel loro intento e gli uomini del 50° Stormo, con il suo 155°
Gruppo lavorano tutti i giorni duramente per mantenere il loro elevatissimo
standard professionale e a nostro modesto parere ogni giorno loro raggiungono
l'obiettivo di questa missione.
Un sentito ringraziamento al Cap. Manari Claudio
e al Maresciallo Verde "Green" per il loro prezioso supporto durante la visita.