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Piacenza AB - Nell'araldica militare mondiale è uso comune raffigurare i reparti di volo, e non solo, con animali che possono rievocare le particolari doti dei mezzi utilizzati e delle mansioni svolte. Mai accostamento fu più azzeccato per le "Pantere Nere" del 155° Gruppo ETS basato sull'aeroporto di San Damiano, Piacenza.
Il 50° Stormo, di cui il 155° Gruppo fa parte, può vantare di essere uno dei pochi stormi della NATO, insieme ai colleghi tedeschi e americani, ad occuparsi della soppressione dei radar nemici.

UN PO' DI STORIA

Il 50° Stormo d'Assalto fu costituito il 1 Giugno 1936 sull'aeroporto di Ciampino Sud e successivamente venne inquadrato nella 5^ Brigata Aerea d'Assalto composta anche dal 5° Stormo. Nel 1938 lo Stormo venne trasferito sull'aeroporto di Treviso dal quale operava con aeromobili Ba.64, Ba.65, AP.41 e Ro.41. Dall'Ottobre del 1939, quindi sin dagli inizi della Campagna d'Africa, lo Stormo fu trasferito in Libia ed impegnato in missioni in missioni di protezione e vigilanza ma soprattutto in interventi 'a tuffo' contro i corrazzati nemici. Proprio in una di queste missioni perse la vita il Cap.Pil. Antonio Dell'Oro a cui fu conferita la medaglia d'oro al valor militare e al quale è ancor oggi intitolato il 50° Stormo. Con l'entrata in servizio del CR.32 lo Stormo aumentò le sue capacità offensive, tanto da risultare determinante ai fini dell'avanzamento dell truppe in terra libica. Nel corso della guerra lo Stormo venne più volte sciolto e ricostituito mentre i suoi mezzi vennero di volta in volta modernizzati passando ai velivoli G.50 e MC.202.

Tornado ECR Dopo l'enevitabile scioglimento a fine ostilità, il 50° Stormo si ricostituì il 20 Marzo 1967 sull'aeroporto di S.Damiano, Piacenza e alle sue dipendenze subentrò il 155° Gruppo Caccia Bombardieri dotato di F-84. Nei sei anni successivi viene svolta la difficile, ma esaltante, transizione all'F-104S Starfighter. Nel '73 lo Stormo fu nuovamente messo in posizione "quadro" eil 155° Gruppo venne trasferito ed assegnato al 51°Stormo di Istrana (Treviso). Nel 1988, dopo una lunghissima assenza nell'organigramma dell'Aeronautica Militare, lo Stormo venne riattivato ed equipaggiato con velivoli Tornado IDS provenienti dal 6° Stormo di Ghedi. Nel 1991 il 50° fornì uomini e mezzi per il neo costituito Reparto di Volo Autonomo basato sulla base di Al Dhafra (Arabia Saudita). Le risoluzioni approvate contro l'Iraq dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell'invasione del Kuwait, e l'adesione dell'Italia al piano d'intervento nell'area del Golfo, portano all'attuazione dell'Operazione "Locusta", nell'ambito della quale viene costituito il Reparto Autonomo di Volo dell'Aeronautica Militare. Esso ha svolto dapprima missioni di sorveglianza e pattugliamento e poi, allo scadere dell'ultimatum, missioni di guerra contro obiettivi in Iraq e Kuwait. Dal 17 gennaio al 27 febbraio velivoli e personale dello Stormo furono impegnati nell'operazione "Desert Storm" per la liberazione del Kuwait, a 46 anni di distanza dall'ultima operazione bellica. Nei 42 giorni di guerra gli equipaggi del 155° gruppo volano 91 sortite contro obiettivi militari in Kuwait ed in Iraq, distinguendosi per professionalità e determinazione. In tale frangente il 50° Stormo si distinse, come attestano le decorazioni concesse a due suoi ufficiali: il Ten.Col.Pil. Antonio Urbano ed il Magg.Pil. Gianmarco Bellini. Successivamente i TORNADO IDS furono impegnati nelle operazioni di guerra nei Balcani, partecipando alle operazioni Sharp Guard (1993/1995), JOINT GUARDIAN, JOINT FORGE e DECISIVE ENDEAVOUR (1996/1999). Nel 1995 la specialità del reparto cambiò da C.B.O.C. (Caccia Bombardiere Ogni tempo Convenzionale) ad E.T.S. Electronic Warfare Tactical Suppression (soppressione tattica in ambiente di Guerra Elettronica). Nel 1998 fu consegnato allo Stormo il primo TORNADO ECR. Era l'inizio del cammino che ha portato il 50° Stormo ad essere uno dei pochi reparti NATO specializzato nella soppressione delle sorgenti elettromagnetiche del nemico.

IL VELIVOLO

La versione ECR (Electronic Combat Reconnaissance) del Tornado, è una variante della più famosa versione IDS (Interdiction-Strike), richiesta inizialmente dalla German Air Force per integrare la sua linea volo ed acquisire la capacità SEAD (Suppression of Enemy Air Defence). L'Aeronautica Militare Italiana iniziò ad impiegarlo convertendo alcuni esemplari IDS, tutt'ora riconoscibili per la presenza del cannoncino nella fusoliera. Solo nel 1995 l'AMI ricevette i primi esemplari espressamente costruiti per la specialità ECR, fino a completare la fornitura nel 2002. Il Tornado ECR dispone di un sistema di emissione -localizzazione della Texas Instruments alloggiato al posto del cannone in fusoliera, un sistema di ricognizione a bassa-media quota, di un sensore FLIR e di un sistema data-link digitale, nonché di pod Elint e di disturbo. Il velivolo è anche equipaggiato per lanciare due missili antiradiazioni a guida radar AGM -88 HARM.

LA PIANIFICAZIONE

La riuscita di una missione non dipende strettamente dalle capacità individuali di pilotaggio ma dalle capacità collettive di pianificazione e successivamente di coordinamento in volo. Abbiamo avuto la possibilità di assistere alla pianificazione di una missione di training che prevedeva un bombardamento di un obiettivo nel nord est dell'Italia. Nella sala briefing si respira solo aria di professionalità: nessuna tensione, nessuna leggerezza, solo concentrazione e consapevolezza dell'estrema importanza di studiare ogni singolo aspetto del volo che da li a poco avrà luogo. Oggi la missione PANTE24 sarà composta da 3 Tornado ECR sui quali sarà simulato l'armamento di 5 Mk82 ciascuno.

Pilots Ogni membro dell'equipaggio ha la responsabilità di occuparsi dei singoli aspetti della missione e di riportarli al resto degli piloti e navigatori. Inizialmente la parola va al capoformazione che esplica in senso generico la rotta che verrà seguita, le modalità con cui verrà svolto l'attacco, le procedure di rientro e, carburante permettendo, una seconda fase addestrativa di volo in formazione nei pressi dell'aeroporto. Di seguito gli altri componenti della missione spiegano la situazione meteo che verrà incontrata durante il tragitto di andata e ritorno, dei NOTAM (NOtice To AirMan) attivi sulle varie zone sorvolate, sulle procedure di emergenza che si potrebbero verificare durante la missione. Per concludere il capoformazione riprende la parola per spiegare il metro di valutazione con cui verrà giudicata l'attività addestrativa: migliorare le capacità di comunicazione tra i velivoli e gli atc, migliorare il time-to -target, cioè la capacità di essere sul target nel momento esatto pianificato ed in fine il corretto svolgimento della emergenza che simuleranno al ritorno. Il training sulle emergenze è un aspetto molto curato dallo stormo: ogni settimana viene decisa una tipologia di avaria da simulare e questa sarà la protagonista delle fasi finali di ogni missione. Al termine del briefing gli equipaggi si dirigono verso la SOR (la sala operazioni) dove vengono ragguagliati sugli ultimissimi aggiornamente meteo, sulle matricole degli aerei usati e per avere la conferma che la missione sia stata accettata dagli enti preposti ad accettare i piani di volo. Ogni volta che è prevista una missione vengono preparati dai tecnici i Tornado previsti più un aereo di riserva nel caso in cui al momento di avviare i motori e i sistemi di bordo venga rilevato un malfunzionamento tale da compromenttere la partecipazione di un equipaggio al volo. Una volta in possesso di tutti gli incartamenti necessari per procedere alla missione i piloti e navigatori si dirigono verso la sala vestizione nella quale indossano la tuta anti-g, il corpetto salvagente nonchè il casco.

LA MISSIONE

Il 155° Gruppo ETS, attualmente non impegnato in alcuna missione operativa, svolge un addestramento atto a mantenere la combat readyness dei piloti. Per far ciò gli equipaggi organizzano missioni che possano coprire ogni singolo aspetto che incontrerebbero in condizioni reali. Nello specifico possono addestrarsi alla pianificazione di una missione che simuli la soppressione dei radar nemici tramite l'uso del missile antiradiazioni AGM-88 Harm oppure di una missione di strike convenzionale non tralasciando gli aspetti di contorno come il rifornimento in volo, che può essere svolto sia tramite il coinvolgimento di un tanker che direttamente da altri Tornado equipaggiati con il sistema di rifornimento chiamato "Buddy-Buddy". Sempre più frequentemente il gruppo è chiamato a partecipare ad esercitazioni di media e grande scala sia in territorio nazionale sia in ambito NATO non tralasciando l'aspetto pratico dei lanci "live" di munizionamento. In Italia il 155° si esercita periodicamente presso il poligono di Salto di Quirra (Cagliari) al lancio di missili aria-aria AIM-9L usati dal Tornado solo per autodifesa mentre i lanci dell'AGM-88 HARM vengono svolti solo in territorio statunitense visto il background tecnico necessario per gestire un poligono che simuli minacce elettromagnetiche.

LA MANUTENZIONE

Di fondamentale importanza è la cura con cui gli aerei vengono revisionati e controllati non solo dopo ogni missione, ma periodicamente con check sistematici sull'avionica e sulle parti meccaniche. All'interno del 50° Stormo questo delicatissimo compito è svolto dal Centro Manutenzione. L'attività del gruppo va dalla semplice assistenza per problemi minori fino alla revisione di classe D, nella quale un Tornado viene smontato pezzo per pezzo per poi essere controllato e rimontato, un lavoro duro e meticoloso che può durare diversi mesi. Il C.M. segue lo Stormo in ogni suo spostamento tramite l'appoggio logisto della 46^ Brigata Aerea con i C-130J Hercules II per le tratte medio-brevi oppure tramite i B-707T/T del 14° Stormo di Pratica di Mare.

Come abbiamo visto solo un gruppo di persone unite per raggiungere lo stesso scopo riescono nel loro intento e gli uomini del 50° Stormo, con il suo 155° Gruppo lavorano tutti i giorni duramente per mantenere il loro elevatissimo standard professionale e a nostro modesto parere ogni giorno loro raggiungono l'obiettivo di questa missione.
Piacenza Activity Press Officer's Team Piacenza Activity

Un sentito ringraziamento al Cap. Manari Claudio e al Maresciallo Verde "Green" per il loro prezioso supporto durante la visita.




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