Magg. Salvatore "Cheero" Ferrara, lei e' a capo del X Gruppo "Francesco Baracca" dal 14 giugno del 2007.
Sognava sin da ragazzino di fare il pilota e arrivare cosi' in alto?
- Ho sempre sognato da ragazzino di volare su un velivolo da caccia, da quando mio padre mi regalo' all'eta' di sette anni un poster di un F-14
Tomcat della US Navy. Era lo sfondo della scrivania dove studiavo e a
volte mi ritrovavo a fissare quell'immagine per ore, fantasticando sulle
manovre che tale jet era capace di compiere. Tuttavia in cuor mio lo
consideravo un traguardo troppo ambizioso, un sogno irrealizzabile. Dopo
alcuni anni, da studente liceale andai al cinema a vedere un film che ha
fatto la storia della cinematografia aeronautica: Top Gun, che si
ambientava proprio su una portaerei americana equipaggiata con gli F-14.
Mi ha colpito cosi' tanto che in quello momento realizzai che avrei
dovuto quantomeno provarci, a qualsiasi costo! Aspettai, quindi,
l'ultimo anno di liceo scientifico e presentai la domanda di ammissione
al concorso per Ufficiali Piloti dell'Aeronautica Militare. Quella volta
pero' non mi ando' affatto bene! Tornai a casa in lacrime e con i sogni
infranti. Ma la determinazione e la caparbieta' non mi sono mai mancate!
Ho cosi' riprovato prima come pilota di complemento, risultando idoneo
non vincitore ed infine vincitore di concorso per il Corso Marte IV, con
cui sono entrato in Accademia nel 1990. L'inizio dell'avventura...
Chi vi guarda da terra o sogna di fare il pilota, spesso non sa quanto questa scelta professionale possa influire sulla vita personale. Sacrifici, spostamenti, vita coniugale, impegni. E' possibile riuscire a trovare un compromesso tra il lavoro e la vita privata?
- Non solo deve essere possibile, ma e' assolutamente necessario trovare
un compromesso tra lavoro e vita privata. Appena uscito dall'Accademia
mi sono sposato e dopo qualche anno ho avuto due bambini. La mia
famiglia mi ha sempre seguito nelle mie diverse sedi di lavoro (sette
finora!!) e mi e' stata di grande supporto. Tuttavia questa professione
consente veramente poco tempo libero e quindi, quando posso, cerco di
godermi al massimo i miei affetti!
Lei vola da circa 15 anni (mi corregga se sbaglio) ha sicuramente conosciuto colleghi in gamba e ottimi compagni di "avventura", c'e' qualche aneddoto che piu' di tutti lei ricorda con piacere o nostalgia?
- E' da quindici anni che volo su aeroplani operativi. Nel corso di
tutti questi anni ho incontrato gente eccezionale, con cui ho condiviso
situazioni ed emozioni che e' difficile trasmettere a chi non le ha
vissute. L'episodio piu' divertente, ma contemporaneamente piu' serio, e'
accaduto durante le operazioni di difesa dello spazio aereo italiano per
la guerra in Kosovo nel 1999. Ero il giovane capocoppia di allarme e
montavo con un mio carissimo amico di solo un anno meno "anziano".
Avevamo condiviso alcuni anni in Accademia e l'inizio della carriera al
X Gruppo Caccia. Quel giorno non avremmo mai immaginato che ci avrebbero
chiamato, anche perche' il tempo era veramente marginale: pioggia
continua e cielo nero!! Ad un certo punto e' suonato l'allarme e mentre
la squadra correva verso gli intramontabili F-104, io ed il mio gregario
abbiamo cominciato la vestizione dell'equipaggiamento da volo che
comprendeva anche la muta stagna, perche' l'acqua dell'Adriatico era
molto fredda nel mese di marzo. Finita la vestizione, ci siamo
controllati a vicenda da buoni compari, e ci siamo catapultati fuori
dall'edificio di allarme! Gli aerei erano a pochi metri, quando, durante
la corsa sotto l'acqua scrosciante, sento uno schianto! Il mio gregario
era rovinosamente scivolato sull'acqua stagnante ed aveva cominciato a
lamentarsi e a dimenarsi a terra!!! Sono tornato indietro, l'ho tirato
su di peso dal giubbetto salvagente e gli ho detto: "Non mi puoi
lasciare da solo!!". Mi ha guardato negli occhi con una smorfia di
dolore e zoppicando e' salito sul velivolo e mi ha seguito! Subito dopo
il decollo, eravamo dentro il temporale! E' stata una delle missioni piu'
impegnative della mia vita,ma alla fine siamo tornati sani e salvi a
casa e siamo stati eroi per una giornata!!!
Durante la sua carriera ha mai avuto ripensamenti o ha sentito la necessita' di rimettersi in qualche modo in gioco, ribaltando quanto costruito finora?
- Durante la mia carriera ho attraversato innumerevoli prove, ma e'
proprio questo che mi affascina del mio lavoro: il continuo mettersi in
gioco! Non ho mai avuto ripensamenti, forse qualche volta mi e' capitato
di scegliere per la famiglia anziche' per la mia professione, ma lo
rifarei ogni volta!
Se non facesse il pilota, cosa le piacerebbe fare?
- Dopo la delusione del primo concorso mi iscrissi alla Facolta' di
Ingegneria Elettronica al Politecnico Napoli. Penso che se non avessi
riprovato, oggi sarei un ingegnere, chissa' dove e chissa' a far che!
Puo' descriverci, a grandi linee, come si svolge una giornata lavorativa?
Riesce a ritagliare del tempo per se?
- La giornata tipo e' abbastanza schematica. Ore 0800 briefing generale
di Stormo, dove ci vengono illustrati le previsioni meteorologiche e lo
stato delle radioassistenze alla navigazione su tutto il territorio
nazionale! Dopodiche' ci si reca al Gruppo dove abbiamo due uscite
giornaliere.2 ore e 30 prima del decollo iniziamo con la pianificazione,
a -2 o -1,5 dal decollo facciamo il briefing prevolo con tutto
l'equipaggio che partecipera' alla missione! Durata missione da 1,5 a 2,5
ore e dopo l'atterraggio, debriefing per valutare le performance della
missione e dei singoli piloti, con una durata che puo' variare dai 30
minuti per mix semplici, a 2 ore per mix complesse! Da come si evince,
per ogni volo un pilota e' impegnato dalle 5 alle 7 ore. Poi c'e' da
aggiungerci tutti i lavori d'ufficio: programma di addestramento,
programma di difesa aerea, esercitazioni, rischieramenti, etc. etc. Non
si finisce mai! Quel poco tempo libero che riesco a ritagliarmi, cerco
di dedicarlo alla mia famiglia o, se possibile, a mantenere una certa
forma psicofisica che per questo lavoro e' fondamentale!
L'emozione durante i primi voli e' sicuramente qualcosa di unico e forte.
Nonostante i tanti voli e gli anni trascorsi questa emozione e' sempre la stessa?
- Le emozioni in volo sempre presenti, anche se ormai sono passati venti
anni dal mio primo volo! Sono tante e tali le variabili di un volo, che
mai uno puo' essere uguale all'altro. Proprio questa incertezza ci tiene
sempre con quella necessaria dose di adrenalina che ci consente di
portare a termine il lavoro! Ancora oggi mi capita di andare in volo e
di rimanere estasiato a guardare delle scene naturali che solo dal
tettuccio di un aereo da caccia si possono gustare nella loro
affascinante interezza.
Ha mai avuto paura?
- Tante volte! Guai a non averne! Sono Istruttore di Specialita' Caccia
da circa 10 anni ed ho sempre insegnato a tutti i giovani piloti di
approcciarsi al velivolo con un timore reverenziale e rispettoso! Mai
pensare di essere arrivati a controllare a pieno la macchina. Il rischio
e' di farsi molto molto male!
Un'ultima domanda e la libero da questo impegno, cosa consiglierebbe a un ragazzo/a che sogna di fare il pilota?
- Consiglierei innanzitutto di studiare tanto da subito! Le sfide del
futuro sono sempre piu' complicate e abbiamo bisogno di ragazzi in gamba
che siano preparati ad accettarle! E poi occorre una forza di volonta' di
tutto rispetto ed una determinazione continua e crescente. E' difficile,
ma tutto e' possibile! Se guardo indietro di 30 anni e mi rivedo bambino
seduto in quella scrivania a studiare e a sognare di volare, posso
affermare che ogni tanto i sogni diventano realta'! E se poi dovesse
andar male, non bisogna prendersela! Ognuno di noi deve scoprire qual e'
il proprio talento ed il vero potenziale e sfruttarli fino in fondo; non
e' detto che si debba diventare piloti da caccia! Esistono tante belle e
soddisfacenti professioni, anche se credo di essere stato molto
fortunato a fare il lavoro che definisco il piu' bello del mondo!
Aviopress.com la ringrazia per la sua gentilezza e disponibilita' e le augura buon lavoro e un grosso in bocca al lupo per la sua carriera.
Sara Petagna